Sicilia Orientale: uno sguardo a due ruote

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Ogni viaggio inizia prima di chiudere la porta e uscire. Anche questo ne è stato una conferma.
La mia prima meta è stata umana, la scoperta del mondo dei motociclisti, a me estraneo. Progettare per un gruppo di milanesi un tour di 4 giorni mi richiede di raggiungere una nuova destinazione, farmi incontro all’altro.

La meta fisica, la Sicilia, non è mia terra natia, ma amo e vivo. Sarà occasione di presentare quest’Isola, con gli occhi disincantati e la dedizione per la scoperta.
La Sicilia disorienta, per le sue indissolubili contraddizioni. In Sicilia ci si perde, perché essendo un ‘isola triangolare le strade si inseguono. Inoltre, la segnaletica sembra piovuta dal cielo e come la pioggia a volte si distribuisce bene, a volte abbonda e a volte è nulla. L’alibi perfetto per lasciarsi condurre dal caso o fare esercizio di pacatezza mediterranea. Comunque accetto la sfida, la scusa di aggiungere un colore nuovo alla mia voglia di conoscere. La filosofia è quella di attraversare un territorio, entrare nel suo paesaggio, fermarsi con brevi visite in luoghi che siano sintesi e gioiello di quello stesso ambiente.

Aeroporto Fontanarossa, ore 10 del 24 maggio appuntamento con i 37 partecipanti e le loro 21 moto, per fortuna un mini van di supporto. E abbia inizio IV moto tour organizzato dal Circolo Unione di Milano, prima tappa Palazzo Biscari, Catania.

Parcheggiate le moto nel cortile un microgiro nei pressi del Palazzo, gli archi della marina, il mercato del pesce e poi Ruggero Moncada ci attende a Palazzo per la visita guidata.

Tra ritratti di famiglia, aneddoti privati e fatto storici il tempo scivola via.

È il barocco a prevalere, anche se il Palazzo sembra appartenere ad un tempo mitico, di sfarzi e meraviglie. La sala da ballo sormontata dalla cassa armonica per l’orchestra, la raffinata boiserie dimostrano il saper bien vivre.
Dai terrazzi del Palazzo, un meraviglioso effetto magico, il traffico sottostante è svanito. Chi vive a Catania sa che gli archi della marina sono uno dei punti da attraversare, spesso, con troppa calma.

Dopo pranzo la prossima meta è Siracusa, Ortigia. Una volta era una piccola isola, oggi è collegata alla terra ferma e alla città, pur mantenendo la sua identità di isola. Ortigia basta a se stessa, completa così come è.

La Cattedrale è armonia. Colonne del tempio greco, dove si inseriscono artisti bizantini, interventi medievali ristrutturazione barocca, in un unico grande risultato. La Chiesa accoglie le reliquie di Santa Lucia, vergine martire siracusana del IV sec, patrona protettrice della città e molto venerata. La piazza è un salotto e la pavimentazione chiara lucente ne sottolinea l’eleganza. Lo sguardo cade sul Palazzo Beneventano, di fronte la sede della Provincia, sul lato corto verso il mare la Chiesa di che ospita la del Caravaggio. Le piccole strade di Ortigia sono vivaci con negozietti, piccoli laboratori, oggettistica da turisti ma con brio e buon gusto. Aretusa è il mito che lega Siracusa alla Grecia, la fontana, tappa obbligatoria, in sé è un piccolo minuscolo laghetto, ma porta lontano. Ortigia è un quartiere dall’animo di città che al suo interno accoglie ancora un altro quartiere, la Guidecca. Fino al 1492 in Sicilia si registrava una consistente presenza ebraica, a Siracusa viveva una delle principali comunità. Insomma si parte con l’idea di un percorso lineare, poi la bellezza e la curiosità ti strattona per vicoli e affacci sul mare.

Rientro alle moto, ormai è tardi e si parte in direzione dell’hotel a Palazzolo Acreide sull’altipiano ibleo. Questa parte della Sicilia, ha il suo vertice in Porto Palo, Capo Passero, è segnata dai Monti iblei. Forre, cave, dalle pareti scoscese dove popolazioni autoctone hanno vissuto in tempi remoti, dando luogo a siti come Pantalica, Castelluccio, Cave d’Ispica, luoghi antichi abbandonati o che hanno gli uomini hanno saputo adattare alle esigenze evolutive, come Scicli. Palazzolo si trova lungo la Regia Trazzera “Noto Gangi” e sulla via Selinuntina. Palazzolo, quindi, nodo d’intersezione tra mare e monti e direttrici di vie. Dal teatro greco, attraverso il borgo medievale e chiese barocche, Palazzolo srotola la sua storia.
A fine maggio il grano è maturo e da Palazzolo si irradiano strade dai paesaggi dorati come la nostalgia.

Dopo la necessaria la sosta rifornimento a San Giacomo, dove il gestore del distributore impone il suo ordine “uno alla volta e con calma” ai frementi motociclisti, si prosegue fino a Ragusa, percorrendo Poi si apre la forra e IblaRagusa appare così nella sua doppia anima. Due furono le risposte al terremoto del 1693. Alcuni decisero di costruzione una nuova centro, con impianto moderno, strade più ampie, razionali. Altri scelsero di rimanere nella vecchia Ibla e innestare il barocco sulla precedente assetto urbanistico. Risultato due città parallele e divergenti, entrambe barocche ma funzionalmente divergenti, rimaste distinte fino al 1927, quando furono unite in un’unica città, l’attuale Ragusa.

Il tracciato dell’antica Noto Gangi corrisponde alla sp 124, passa per Caltagirone, che si trova a circa un’ora.

A Caltagirone la ceramica emerge ovunque, dalle cupole delle chiese alle vetrine dei laboratori, e la famosa scalinata. In questa caleidoscopica girandola l’ex carcere borbonico è imponente contrasto.

Le pareti spoglie ci permettono di osservare tra le pieghe della storia. Per tradizione nel mese mariano la scalinata di Santa Maria del Monte accoglie l’infiorata. Una vasta composizione floreale stesa sul piano inclinato. Nei vicoli e minuscole piazzette a lato del grande disegno, piccoli altari dedicati alla Madonna, riportano a una religiosità intima e delicata.

Ancora in direzione nord sulla sp 124 con destinazione Villa Romana del Casale. Grazie a un finanziamento Unesco, è stato completato il nuovo assetto museale. È stata replicata la Villa nella sua imponenza, i mosaici sono la didascalia della quotidianità, con abilità fotografica hanno catturato un attimo e fissato nel tempo.

Siamo giunti alla domenica e al momento di rendere omaggio all’Etna.
Per una sommatoria di disguidi il programma è stato creativo. Ritrovo per tutti al Rifugio Sapienza.

Ad ascoltare i racconti sembra che ognuno abbia scoperto una propria strada per arrivare, nonostante mappe e app. In fondo è così, ciascuno va incontro alla propria Via. Nei giorni precedenti mi ero fatta un giro di perlustrazione, mi sono ritrovata in luoghi fantastici e tante manovre. Il fiume Simeto delineata sul lato est l’Etna, una chiara barriera di paesaggi. Percorrendo il lungo fiume in direzione di Randazzo, sulla destra il paesaggio oscuro della lava, a tratti si è sul fronte della sciarra, sulla sinistra al di là del Simeto un paesaggio pallido lunare. In tutto ciò ho tirato di lungo a un paio di incroci e sono capita al Castello di Carcaci, tra pavoni danesi, bouganville gelsomino fioriti. 
Del castello medievale non rimane molto, ma generose di suggestioni che mi trattengono più del dovuto.
Solo alcuni appunti di un viaggio attraversato con occhi diversi, esigenze per me nuove. Sulla via dei uomini del VIII sec ac, dei greci, romani, arabi, normanni il semplice andare risveglia memorie antiche.

Maria Luisa Bruschetini
Maria Luisa Bruschetini
Mi chiamo Maria Luisa Bruschetini Sono una travel blogger scrivo di turismo e viaggio. La passione per le parole ha radici lontane e variegate. Da adolescente mi sono occupata di cronaca calcistica locale. Poi recensioni musicali, ancora testi per blog dalle erbe aromatiche, alla ferramenta, passando per il caffè, ricette di cucina regionale e anche un manuale di bioedilizia. Dalla mia formazione classica ho preso la mappa dell’Umanità, dai miei studi economici la consapevolezza che in fondo il Mondo gira sulle consuete direttrici, dalla mia terra natia, la Toscana, la forza del simbolo e l’armonia rinascimentale, dal web la fluidità.

8 Comments

  1. Michele Mugnai ha detto:

    È un onore avere potuto partecipare a questo fantastico viaggio

  2. Andrea ha detto:

    Brava Maria Luisa!
    Il tuo reportage rinfresca ricordi di un viaggio meraviglioso.

  3. Letizia Abiosi ha detto:

    Bellissimo, grazie. Letizia

  4. Angelica Cicogna Mozzoni ha detto:

    Bravissima Maria Luisa! Che bel ricordo! Grazie!!

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