E poi c’è …il Salento…

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E poi c’è Gallipoli, dal mare bagnata e in ammollo di turisti. Che dire? Fresca come il pesce. Quel odore spumeggiante di ostriche e altri gusci, così al volo tra i banchi del mercato. La strada dei souvenir, con i peperoncini rossi, lucenti per eccesso di perfezione. Un negozio, di marketing estremo, vende oggettistica natalizia con tanto di countdown sulla lavagna, e l’autunno è ancora lontano.

E poi c’è Gallipoli, dal fascino mediterraneo, pietra lucida e sole.

Le sue Chiese di sorprese. Il Duomo o Chiesa di Sant’Agata, si trova nel punto più alto di Gallipoli, all’intero pitture imponenti quasi tutte ad opera del Giovanni Andrea Coppola, pittore per hobby.

L’ intenso l’uso di un bianco materico, mi porta alla pietra leccese.

La Chiesa della Santa Maria della Purità della confraternita dei bastasi, scaricatori di porto affreschi su affreschi.È stato svelato un precedente ciclo pittorico sotto gli attuali affreschi, che non tralasciano un millimetro di parete. Pure il pavimento è fiorito

Un marchingegno a pistoni solleva una porzione della controfacciata e appaiono i vecchi affreschi.

Il museo civico “Emanuele Barba” ha mantenuto assetto originario come stanza delle meraviglie. Così ci stupisce, oggetti, vasi, scheletri  disposti come in un immenso collage. Anche un sarcofago con una rara scritta in messapico.

Poi c’è Noha, un attimo da Galatina, con la sua Chiesa San Michele, un sentimento di pacata devozione. Poi ci sono le casette in miniatura all’incrocio tra via del Castello e via Donatello, costruite per far divertire, o forse per non dimenticare i lontani miraggi. Che dire la casa rossa sulle finte rocce? Grotte, nascondigli in quello stile eclettico dell’inizio ‘900 che creava illusioni e meraviglie.

Una vasta area sul limite della memoria, tra cene, attivismo sociale, in un orto giardino con una vecchia masseria,con graffi delle vite vissute, la cucina che emana memorie di sughi e pentole in ebollizione.

Ma c’è il coraggio concreto dall’Associazione Levèra, piano piano sta rosicando un angolo alla diffidenza e facendo germogliare un seme di legalità, che mette le radici nel senso di fiducia.

Poi c’è l’azienda agricola Santi Dimitri, dove il proprietario ti parla con franchezza delle scelte difficili per fare il buon vino. Si assapora la tensione dello sfidarsi e l’orgoglio delle belle soddisfazioni. Vino? Seducente che ti sussurra sogni e volontà.

E poi c’è ….il Salento..

Contatti

Circolo Levèra

Azienda Agricola Santi Dimitri

A mio padre Romano Bruschetini
Maria Luisa Bruschetini
Maria Luisa Bruschetini
Mi chiamo Maria Luisa Bruschetini Sono una travel blogger scrivo di turismo e viaggio. La passione per le parole ha radici lontane e variegate. Da adolescente mi sono occupata di cronaca calcistica locale. Poi recensioni musicali, ancora testi per blog dalle erbe aromatiche, alla ferramenta, passando per il caffè, ricette di cucina regionale e anche un manuale di bioedilizia. Dalla mia formazione classica ho preso la mappa dell’Umanità, dai miei studi economici la consapevolezza che in fondo il Mondo gira sulle consuete direttrici, dalla mia terra natia, la Toscana, la forza del simbolo e l’armonia rinascimentale, dal web la fluidità.

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