Fotografie Festa San Paolo a Palazzolo Acreide 2019
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A Palazzolo Acreide (Siracusa) la festa di San Paolo è un insieme di fede e tradizione popolare. L’edizione 2021 è stata essenziale. La celebrazione si è liberata dalla folgorante veste barocca per immergersi in una toccante intimità. Difficile dire quale sia la festa vera.

Forse si può leggere nei gesti e negli sguardi dei veri protagonisti della festa. Gli occhi lucidi dei fedeli mi hanno commossa, la loro intensità era presente, integra, non si frantumava tra i curiosi e turisti che affollano le strade per assistere all’esplosione di colori e suoni, per la quale la festa è nota.

La Chiesa, insieme a quella di San Sebastiano è bene Unesco, per questo Palazzolo Acreide è inserita nel sito seriale delle Città del Tardo Barocco riconosciuto come Patrimonio Dell’Umanità.

Chiesa Di San PaoloSan Paolo di Tarso è il patrono e protettore di Palazzolo Acreide, la sua fu una vera acclamazione popolare sulla base di un referendum che poneva la scelta tra San Paolo e Santa Maria Oditrigia.

Storica è la rivalità tra la parrocchia di San Paolo e quella di San Sebastiano, neppure ai nostri giorni si può dire che sia ricomposta. Il culto del Santo fu introdotto nella cittadina iblea dai frati domenicani nel XVI secolo, subito riscosse una grande attenzione. Nel corso del tempo, i festeggiamenti in onore del Santo, celebrato nel giorno del suo martiro sono cambiati, adattandosi ai tempi, pur rimanendo contrassegnai da una marcata ritualità.

La “Svelata”

Il programma consolidato, eccezione per il 2020 e 2021, inizia il 28 giugno con la “Svelata”. La statua del Santo, è tenuta chiusa in una teca sopra all’altare, è mostrata solo in occasione dei festeggiamenti. La Svelata è il momento in cui gli occhi dei fedeli possono di nuovo vedere il Santo, dopo un anno di attesa. La trepidazione è fisica, le mura, le colonne sembrano dilatarsi. Alle esortazioni “Chi semu tutti muti? Chistu è lu Gran Patronu” oppure “San Paolo pi la vita Patronu” rispondono urla e mani tese e tremanti verso l’alto.

Il San Paolo palazzolese ha un aspetto sanguigno e con la spada sguainata, è un massaro, un uomo che sa la fatica del vivere.

29 giugno è il giorno: `A Sciuta

Il momento saliente è “‘A Sciuta”, quando la statua lascia la Chiesa per essere portata in processione. Tutto accade in un tempo compatto e rarefatto, l’aria si satura di colore, suono di campane, urla, volti attoniti, preghiere bisbigliate, la banda suona, stordimento generale. La Statua, preceduta dalle reliquie, viene posta sulla “vara” (fercolo) insieme a un paio di giovani fedeli, che ricevono i doni, e trasportata a spalla nuda.

La processione

La processione prende avvio, si stende per il quartiere di San Paolo, sotto i balconi barocchi. Al termine del percorso mattutino il Simulacro viene esposto nella Chiesa Matrice, che si trova sull’altro lato della stessa piazza della Chiesa di San Paolo. Tra il fragore delle bande, le preghiere, le banconote offerte vengono appese in bella mostra, ostentazione, fede, tradizione e scaramanzia tutto si amalgama lungo il cammino. Sul sagrato rimane un’onda multicolore di “nzaredde”, strisce di carta colorata, che raccolgono la deflagrazione della festosità.

Nel pomeriggio, il Santo esce di nuovo in processione per le vie di Palazzolo, questa volta a bordo di una speciale autovettura, a sera fa il suo ingresso trionfale nella sua Chiesa.

Alla misericordia e alla protezione di San Paolo ci si rivolge per qualsiasi necessità.

Legata al mondo contadino è la benedizione degli animali, che una volta, per questa circostanza erano ammessi all’interno della Chiesa. I bambini, nudi, vengono presentati al Santo. Innalzati fino alla statua tra gli applausi e il clamore dei fedeli. A San Paolo si affida la Vita, il futuro, si chiede sostegno e grazia. Gli uomini offrono la forza, portando la vara a spalle nude che arrivano a coprirsi di sangue, un sacrificio devozionale per voto. Sono in particolare le donne che seguono la processione a piedi scalzi. Anche nei giorni seguenti dopo la prima messa le vedi peregrinare ripercorrendo le vie delle processioni per ringraziare di una grazia o per chiederla.

I simboli della festa

Prima della teatrale uscita, la celebrazione vive momenti forti. Nel giorno di San Paolo la chiesa è piena di gente, quello che colpisce è l’odore: lavanda e pane, che vengono portati in Chiesa per la benedizione.

Il pane, la sopravvivenza minima, ci rimanda al grano, dono della Terra, è una presenza forte nei giorni della festa che invade i panifici e le case. La “cuddura” di San Paolo, la ciambella di pane, viene ornata con uno dei simboli del Santo: il serpente.

Il pane viene donato dagli stessi fedeli e dai panifici locali, che una volta benedetto viene acquistato a offerta.

Ceràuli

Il Patrono interveniva anche per interposta persona a proteggere i palazzolesi. I Ceràuli, persone nate la notte tra il 24 e 25 gennaio, che sotto la lingua o in altre parte del corpo mostrassero il disegno di un serpente o tarantola, erano i guaritori prescelti, capaci di curare o allontanare pericoli, proteggere chi avesse richiesto il loro aiuto. Di questo aspetto, ormai sia ha solo memoria, di fatto è scomparso. Tuttavia nel sentire popolare coloro che nascono tra il 24 e 25 gennaio, giorno in cui si celebra la conversione del Santo, sono ritenuti speciali.

La Festa è rito sociale che coinvolge la comunità e un intimo gesto di fede che rimane al di là dei fuochi di artificio e delle bande.

A Palazzolo Acreide l’iconografia del Santo con la spada che inanella tre corone concentriche, comprende come simboli oltre il serpente, la lavanda, che con la sua spiga fiorita sostituisce il grano, ma anche pianta molto apprezzata per le sue virtù officinali, questo rimanda alle capacità taumaturgiche attribuite a San Paolo.

La festa di San Paolo a Palazzolo affonda le sue radici in epoca precristiana, in un mondo rurale precario, che in coincidenza del 29 giugno, vive un momento fondamentale: la mietitura.

Torna l’attesa

Dopo due settimane il Simulacro viene di nuovo celato ai fedeli. Smontate le luminarie, ci si sente un po’ più soli, ma la Fede colma il vuoto e ci proietta al prossimo anno.

Paolo di Tarso

Nella miriade di Santi e Sante cristiani non tutti hanno lo stesso successo. Alcuni sono celebrati dalla devozione popolare, altri da una rilevanza istituzionale, pochi hanno unito i due aspetti. Uno di questi è San Paolo, l’Apostolo dei gentili.

La vita di Paolo Di Tarso riguarda tutti noi. Ha spinto la Storia in una direzione tale che non possiamo neppure ipotizzare come sarebbe il nostro oggi al netto del suo agire.

Saul nacque a Tarso, nell’odierna Turchia nel 4 d.C. in lui si condensa quella stratificazione e intreccio culturale e sociale che hanno costituito uno dei fattori del successo dell’Impero Romano.

Tarso era una metropoli cosmopolita e commerciale, cerniera tra Oriente e Occidente, Europa e Asia, godeva di un indaffarato porto fluviale, un andirivieni di culture. In questo contesto si aggiunga che Saul era famiglia ebrea con cittadinanza romana, probabilmente fu educato alla filosofia greca.

Da questi brevi tratti si può intravedere l’origine di una personalità complessa, che indubbiamente ha contribuito a renderlo uno dei Santi più amato e importante della Chiesa Di Roma. Saul fu un persecutore dei primi seguaci di Cristo. La sua folgorante conversione sulla via di Damasco testimoniò al mondo, come ognuno possa essere toccato nel cuore dalla Grazia.

Paolo fu un predicatore instancabile ed efficace, le sue parole sapevano mettere radici nel cuore dei suoi ascoltatori, le sue lettere indirizzate ai primi cristiani trattano di argomenti disparati, dalle norme di comportamento per i credenti a insegnamenti dottrinali.

Nel 59/60 fu arrestato, in quanto cittadino romano doveva essere giudicato a Roma. Probabilmente era consapevole che là si sarebbe compiuto il suo destino, ma altrettanto del fatto che fosse l’occasione imperdibile per sferrare l’attacco al potere.

Verso Roma

Il viaggio verso le coste della Penisola si rivelò pieno di insidie. A seguito di una tempesta a largo di Creta, la nave rimase alla deriva per due settimane, approdando in fine a Malta. A causa del maltempo la sosta si prolungò ben tre mesi. Durante il forzato soggiorno una vipera morse Paolo che rimase indenne, da questo episodio, riferitoci da Luca, che gli fu attribuito il potere di proteggere da morsi velenosi.

Dopo ripartì alla volta di Roma. Si sa, è ancora Luca a testimoniarcelo, che a Siracusa fu effettuata una sosta di tre giorni, non abbiamo fonti che attestino che Paolo si sia addentrato fino ai Monti Iblei. A Siracusa, l’attuale Chiesa a lui dedicata, che si trova di fronte al tempio di Apollo, sarebbe traccia della sua opera di proselitismo che da instancabile apostolo compì durante la breve sosta.

Palazzolo Acreide, in passato conosciuta come Akrai, dista circa quaranta chilometri dal porto siracusano e disagevole da raggiungere a quei tempi. Poco importa, la memoria devozionale può prescindere dalla verità storica.

Immagine di copertina di Damiano Marra ” ‘A sciuta e i colori delle nzaredde”, matite colorate su carta liscia, 2018. Grazie Damiano Marra

Foto della festa 2019

Maria Luisa Bruschetini
Maria Luisa Bruschetini
Mi chiamo Maria Luisa Bruschetini Sono una travel blogger scrivo di turismo e viaggio. La passione per le parole ha radici lontane e variegate. Da adolescente mi sono occupata di cronaca calcistica locale. Poi recensioni musicali, ancora testi per blog dalle erbe aromatiche, alla ferramenta, passando per il caffè, ricette di cucina regionale e anche un manuale di bioedilizia. Dalla mia formazione classica ho preso la mappa dell’Umanità, dai miei studi economici la consapevolezza che in fondo il Mondo gira sulle consuete direttrici, dalla mia terra natia, la Toscana, la forza del simbolo e l’armonia rinascimentale, dal web la fluidità.

6 Comments

  1. Isabella ha detto:

    Straordinaria descrizione e anche suggestiva! Grazie! Ci sono stata e ci ritornerei subito!

    • Maria Luisa Bruschetini ha detto:

      Ho cercato di trasmettere, almeno in parte l’intensità che si respira duranti giorni di San Paolo. Spero di esserci riuscita. Allora a presto

  2. Bonini Franca ha detto:

    Un argomento così ricco di particolari e approfondimenti non avevo mai letto. Maria Luisa è molto brava nel descrivere, qui ha superato se stessa. Dimostra una profonda conoscenza dell’argomento che tratta. Brava davvero.

  3. Lorenzo ha detto:

    Complimentissimi ottimo articolo

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