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Tempo di San No-VAlentino
È uno dei miei musicisti preferiti, quello che meglio concorda con il mio mondo emotivo, lo seguo da tempo. I suoi concerti sono nutrimento di buone emozioni, un bagno termale per l’anima. Visitare un museo, ascoltare musica dal vivo sono per me esigenze così urgenti e tangibili da essere fisiche.
Dopo lunga attesa, un suo concerto, non proprio comodo per la distanza, ma daje ce la posso fare. Bene più date con programmi diversi, meglio il locale è così piccolo… vado non vado… quando…
Vado, è rimasta disponibilità solo per San Valentino, va bene, tanto “le donne non amano il jazz”. No, programma della serata love songs… troppo, rinuncio, no. Io, zitella di cioccolato amaro e cannella, posso provare a dare retta alle continue pubblicità di siti d’incontri e trovare compagnia per la data? nooo

E rido. Nella profonda provincia toscana, sul finire degli anni 80 dell’altro millennio, effettivamente la presenza femminile tra il pubblico era molto scarsa. In particolare mi ricordo di una coppia giovane, lei sui 25, lui qualche anno più grande, entrambi ben vestiti, lei durante i concerti aveva gli occhi sbarrati, avambracci e mani appoggiate sulle cosce, rigida e dritta, immobile, in compenso i piedi dentro le scarpe eleganti erano senza pace.
Una sera aspettando,Mal Waldron, che si era attardato in pizzeria, gli era così piaciuta che aveva mangiato tre pizze e chiacchierato a lungo con il pizzaiolo, lei la ieratica dai piedi nevrotici, si avvicina e volgendo appena la faccia ” A te piace veramente questa roba o lo fai per trovare un fidanzato?”
Non sono contraria alle feste, mi fanno storcere il naso le finte feste. Poi lavorare tra pub ristoranti e simili ti toglie tante fantasie.
Che dire? Chi festeggia con la compagna ufficiale, ma il giorno prima o dopo con l’alternativa, chi consegna il regalo scambiando il destinatario, chi cerca una via di uscita secondaria.

Romanticismo?
“Non ti farebbe piacere ricevere un enorme mazzo di rose?”
“Certo, comunque preferisco chi mi regali il tempo per coltivarmi le rose”
Fu una risposta dura? Non saprei, di sicuro non gradita, se ne andò.
Non li capirò mai questi meccanismi.
Una notte londinese, di quasi gioventù, era l’altro millennio, seduta sul night bus che mi stava riportando verso casa, si siede a fianco un tizio. Presente le tutine platinate? Ne indossava una, ma a colori e disegni pseudo SudAmerica o pseudo Sioux, capelli castani biondastri e la testa fasciata da una sottile treccia coordinata ai colori della tuta. Italiano de’ Roma, attacca bottone e per fare il galante mi invita al concerto di Ramazzotti che si sarebbe tenuto a breve
“Grazie ma non mi piace Ramazzotti”
“Nun te piace Ramazzotti? Baglioni?”
“No”
“Allora nun sei romantica”
Pensai alla frase del Piccolo Principe o meglio The Little Prince, che stavo leggendo, quando afferma che il suo pianeta è così piccolo che può vedere tutti i tramonti che desidera, un giorno che era particolarmente triste ne vide cinquantatré.
Cosa sia il Romanticismo, ognuno se la veda per conto proprio
Lasciatemi il raggio di sole iridescente sul mare. L’Arcobaleno sulle nuvole nere
Il falco che scivola nel cielo.
Mi godrò il suo concerto. Si. Il programma Love song, però!
Dell’antica passione per i Beatles, tra gli ultimi vinili acquistati e meno ascoltati fu la compilation Love songs. La canzone non-canzone del quartetto di Liverpool? Michelle.
Va be’, ci fu Woman anni dopo. Woman non si discute, si ascolta ed emoziona.

Mica è la prima volta che vado da sola a un concerto? I suoi poi, se la memoria non mi inganna, la maggioranza me li sono goduti da sola.
Forse mi sbaglio ma la presenza femminile ai suoi live è superiore alla media. Sarà perché riesce tirare fuori dal suo strumento quella intimità diretta, istintuale, una pienezza sussurrata che a tratti urla in un soffio per dirompere in una granitica realtà.
Perché la tromba è così, in un respiro cambia tutto, come un sorriso che illumina la notte, una mano tesa che afferra, un attimo d’amore che ti scala l’inverno.
Aspettando Paolo Fresu al Monk Jazz Club Catania

Paolo Fresu, Tromba
Dino Rubino, Pianoforte
Marco Bardoscia, Contrabbasso
Stefano Bagnoli, Batteria

Maria Luisa Bruschetini
Maria Luisa Bruschetini
Mi chiamo Maria Luisa Bruschetini Sono una travel blogger scrivo di turismo e viaggio. La passione per le parole ha radici lontane e variegate. Da adolescente mi sono occupata di cronaca calcistica locale. Poi recensioni musicali, ancora testi per blog dalle erbe aromatiche, alla ferramenta, passando per il caffè, ricette di cucina regionale e anche un manuale di bioedilizia. Dalla mia formazione classica ho preso la mappa dell’Umanità, dai miei studi economici la consapevolezza che in fondo il Mondo gira sulle consuete direttrici, dalla mia terra natia, la Toscana, la forza del simbolo e l’armonia rinascimentale, dal web la fluidità.

4 Comments

  1. Isabella ha detto:

    Descrizione simpaticissima del San Valentino,mi piace questa scrittrice! Mi fa fa morire dal ridere e allo stesso tempo un po’ di tristezza per la perfetta descrizione del San Valentino,questa scrittrice sembra quasi di toccarla in questa sua versione che sinceramente preferisco!

    • Bonini Franca ha detto:

      Fino ad oggi ho letto su quello che scrive sui paesaggi, cucina tipica e arte. Questo articolo è veramente lei! La sua passione x la musica jazz. Ha descritto tutto con il fare coinvolgente, mi sembra di vederla in tutte le sue espressioni. Brava

    • Maria Luisa Bruschetini ha detto:

      Grazie il mio intento era di far sorridere.

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