Albania on my way
Maggio 11, 2023
Calascibetta e il soffio del tempo
Agosto 28, 2023

La Valdambra è un territorio dove si nascondono piccole perle, borghi minuscolo e imponenti case coloniche.

Badia a Ruoti, nel Comune di Bucine, a poco più di trenta chilometri da Siena e altrettanto da Arezzo è una tappa imperdibile.
La badia di San Pietro a Ruoti è uno di quei luoghi dove la Storia manifesta il suo divenire.
La prima documentazione è del 1076, probabilmente fu edificata su un edificio paleocristiano persistente.
Fu punto di snodo per pellegrini e commercio.
Fu ricca, ricchissima di prodotti agricoli e terreni, per questo fu contesa tra vescovi, abbati, clan contrapposti di famiglia aristocratiche, con risvolti anche impensabili come finti attentati.
Ben tre Papi furono qui abati prima di salire al soglio pontificio.

Badia di San Pietro: interno
Poi la Storia cambia percorso e oggi la Badia di San Pietro rianima la sua vitalità grazie all’impegno dell’Associazione Per la Valdambra.
L’attrazione è la pala di altare di Neri di Bicci.

 

Di questa Incoronazione della Vergine (1472) ne scrive il pittore stesso nelle sue memorie. Opera eseguita “all’antica” senza prospettiva su fondo oro, come richiesto dalla committenza. Non badarono a spese, il prezioso metallo fu steso così abbondante da permettere la lavorazione a bulino.
Niente invece si sapeva degli affreschi (XVI sec) che furono coperti durante la ristrutturazione settecentesca.
Quando nel secolo scorso si decise il recupero della struttura originaria andarono pressoché perduti.
Oggi sono visibili solo dei frammenti lungo il lato sinistro della navata.
Chiostro e cantine: alla scoperta del tesoro
L’edificio conventuale ha subito molti interventi.
Come quando il borgo su incastellato nel XIII sec, i sette scapitozzamenti della torre campanaria in segno di sottomissione agli assedianti.
La badia era un centro pulsante di economia, quindi i magazzini erano un punto essenziale per la sua stessa sopravvivenza.
La visita nel chiostro alla scoperta di come si faceva una volta, quando non c’era l’elettricità e oltre che a conservare le vettovaglie, bisognava mettere in conto anche la possibilità di essere assediati.
Gli ampi granai ipogei danno idea del suo giro di affari.
Le cantine dove si produceva un eccellente cru, diremmo oggi, molto apprezzato e non per tutte le tasche.
Il trebbiano valdambrino ottenuto con una metodologia di vinificazione elaborata, anzi si iniziava da quando il grappolo era sulla pianta.
Una seicentesca vasca da bagno termica fatta per mantenere calda l’acqua, ovviamente complemento d’arredo destinato al vescovo.
La presenza di un pozzo è un elemento di grande importanza, per note ragioni, è sorprendente scoprire che ha una funzione fondamentale in un geniale sistema di conservazione alimentare.
Nelle cantine in corrispondenza del pozzo fu realizzata una stanza destinata a uso di dispensa.
Il sistema di refrigerazione sfruttava lo scambio termico e il flusso delle correnti d’aria tra interno ed esterno. La temperatura dell’acqua era una costante imprescindibile.
Poi che dire? L’edificio è ultramillenario e quindi criptici simboli e le consuete pennellate dei famosi leggendari cavalieri abbondano.
Il borgo di Badia a Ruoti si avvolge intorno alla sua Chiesa. Uno spazio di memoria, un luogo assopito, che non tace il suo ardire.
Per prenotare la visita alla Badia:
Maria Luisa Bruschetini
Maria Luisa Bruschetini
Mi chiamo Maria Luisa Bruschetini Sono una travel blogger scrivo di turismo e viaggio. La passione per le parole ha radici lontane e variegate. Da adolescente mi sono occupata di cronaca calcistica locale. Poi recensioni musicali, ancora testi per blog dalle erbe aromatiche, alla ferramenta, passando per il caffè, ricette di cucina regionale e anche un manuale di bioedilizia. Dalla mia formazione classica ho preso la mappa dell’Umanità, dai miei studi economici la consapevolezza che in fondo il Mondo gira sulle consuete direttrici, dalla mia terra natia, la Toscana, la forza del simbolo e l’armonia rinascimentale, dal web la fluidità.

1 Comment

  1. Bonini Franca ha detto:

    La passione di Maria Luisa per l’arte è la storia di percepisce dalla descrizione dei luoghi . La conoscenza dei particolari rende partecipe chi legge, come se fossimo presenti nei luoghi, fa conoscere l’ arte con semplicità. Brava come sempre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *