Badia di San Pietro: la storia si spiega
Luglio 5, 2023
Calascibetta, così in bella mostra sulla collina, con il suo nome che è un vezzeggiativo, mi sono lasciata affascinare per andare a incontrarla di persona. Come dire nella totale ignoranza di quello che mi avrebbe aspettata.
E ho fatto benissimo.
Parte del nome ci racconta che la sua origine è araba. Cala che significa forte, castello
L’altra metà è incerta.
Però nel suo insieme suona a meraviglia e traccia un ritratto in chiaro scuro della città, che fu e quel che è.

Chissà per quale motivo Calascibetta mi era qualcosa di sfuggente e per questo attraente.
Nota la sua rivalità con Enna che sta esattamente di fronte, come due comari dirimpettaie che si tengono d’occhio.
Sembra che Calascibetta sia stata fondata dagli arabi per assediare Enna, anche se varie reperti e scavi ci dichiarano che la zona sia stata vissuta fin da tempi remoti.
Adesso dello splendore medievale rimane poco più un borgo storico, ma che del borgo ha ben poco. Calascibetta fa parte dell’Associazione dei Borghi più belli d’Italia.
Infatti le Chiese, la Torre Normanna, anche il quartiere ebraico hanno un piglio impulsivo.
È un centro storico insolito da visitare, in particolare in quest’aerea della Sicilia, dove il turbamento scenico del barocco è in agguato. Qui l’effetto meraviglia è il paesaggio, tutto attorno una Sicilia rurale, in buona parte i terreni sono coltivati a grano con i loro ciclico cambio di colore.
Se vi piace la vertigine, vicino alla Torre Normanna, la terrazza panoramica del Poggio del Conte Ruggero d’Altavilla potete essere sospesi sul paesaggio e sulla Storia.
Infatti la Torre Normanna, con annessa chiesa fortificata, fu edificata dal Conte Ruggero d’Altavilla nel 1079 per celebrare la cacciata degli Arabi e al contempo realizzare un punto di avvistamento, oggi panorama mozzafiato.
Poi si riprende a camminare lentamente e a soffermarsi, sentire un pulsare antico, tra vicoli mediterranei senza tempo e a un tratto un soffio di Spagna poi ecco la severità medievale.
Con eleganza, quasi modestia, come la Chiesa Madre, dedicata a San Pietro e Santa Maria Maggiore.
La facciata settecentesca, riedificata dopo il terremoto del 1693, ma le fondamenta sono quelle dell’ antico castello medievale, come hanno messo in luce gli ultimi restauri.
Nel 1342 fu eletta come seconda Cappella Palatina, tanto per comprendere quanto fosse cara questa città ai reali spagnoli. Nonostante i molti interventi la chiesa conserva la sua impronta catalana, come ci mostrano i basamenti delle colonne.
Nel suo complesso l’edificio ecclesiastico è armonioso, al primo impatto sembra semplice, una collana di preziosità.

 

Sulle tracce degli antichi abitanti
Notevoli le grotte di via del carcere, come ci indica il toponimo furono anche destinate a luogo di detenzione. Sono un affascinante sito rupestre scavato da una civiltà troglodita e usate nel corso del tempo. Il luccichio delle conchiglie fossili incastrare tra le rocce lo rende ancora più intrigante.
Si può immaginare una Calascibetta percorsa da cunicoli e grotte, con facciate di ordinaria urbanità. Se vi capita di vedere una cantina aperta dateci un’occhiata.
Un compendio di storia ce lo offre la Torre Normanna, 1079, o torre campanaria di San Pietro. Ci fu qualche aggiustamento e oggi ci appare una chiesa fortificata spalleggiata da una guardia.
E per un tocco di allegria vintage? Il Club della 500. Tra mito e gadget si ritorna sognatori di un Italia un po’ ingenua ma speranzosa.
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Di Calascibetta mi rimane un vocio gentile, il suo nome civettuolo la raccoglie, un piccolo caleidoscopico di fiori.
Itinerario Sicilia Interna
Calascibetta è un elemento essenziale per comprendere la Sicilia, in particolare l’area interna.
Complementare alla sua “rivale” Enna dove il potere si è fatto corte e magnificenza. D’altronde località di un fatto di cronaca turbolenta come il rapimento di Kore.
Calascibetta è impregnata di un potere operativo e solido.
Fu città demaniale ma che ancor oggi non ha abdicato al suo ruolo, solo sonnecchia, distesa e vigile.
La Storia non si muove solo lungo i binari del potere, cade addosso e si trascina sulle vicende dei piccoli eroi quotidiani.
Quindi da non perdere il Treno Museo di Villa Rosa.
Per informazioni e visite guidate:
Proloco Calascibetta:
0935 1976330
CLUB 500
Maria Luisa Bruschetini
Maria Luisa Bruschetini
Mi chiamo Maria Luisa Bruschetini Sono una travel blogger scrivo di turismo e viaggio. La passione per le parole ha radici lontane e variegate. Da adolescente mi sono occupata di cronaca calcistica locale. Poi recensioni musicali, ancora testi per blog dalle erbe aromatiche, alla ferramenta, passando per il caffè, ricette di cucina regionale e anche un manuale di bioedilizia. Dalla mia formazione classica ho preso la mappa dell’Umanità, dai miei studi economici la consapevolezza che in fondo il Mondo gira sulle consuete direttrici, dalla mia terra natia, la Toscana, la forza del simbolo e l’armonia rinascimentale, dal web la fluidità.

1 Comment

  1. Marcella Cimino ha detto:

    I tuoi reportage sono sempre ricchi di storia e suggestioni, mai banali
    Grazie

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