Colline Metallifere e la Biodiversità

Alta Maremma turismo e cultura per tutti
Aprile 12, 2024
Alta Maremma turismo e cultura per tutti
Aprile 12, 2024

Con la caduta dell’ Impero Romano la Maremma divenne terra dimenticata, dalla sua costa si fuggiva per la malaria, quello che stato fonte di ricchezza si trasformò in maledizione.

Gia sul finire del XVIII sec. in Europa iniziava a soffiare, con tutte le sue contraddizioni, il vento della modernità e invece la Maremma sembrava impaludata in una condizione ben peggiore di secoli precedenti.

I Lorena si insediarono in Toscana nel 1737 e intrapresero un piano complesso per la bonifica e per il rilancio delle attività minerarie.
In questo viaggio tra origini o meglio tra i perché e capacità e quindi bellezza verde e abilità umane, urge una visita al MAGMA (Museo delle Arti in Ghisa nella Maremma) a Follonica e GeoMet ( Parco Minerario Naturalistico) a Gavorrano, due delle sette porte che compongono il Parco Nazionale delle Colline Metallifere.
Il Parco si stende nel territorio di sette comuni a nord della Provincia di Grosseto – Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo, Roccastrada e Scarlino.
Il Parco, che fa parte della Rete Mondiale dei Geoparchi UNESCO, nasce e si sviluppa per valorizzazione il territorio, iniziando dall’aspetto essenziale: la terra anzi il sottoterra.
Le risorse minerarie così varie hanno determinato la singolarità dei geositi, lo sviluppo sociale ed economico. Non è un caso che il D.R.A.G.O. (Distretto Rurale Agricolo Gastronomico Organizzato) sia una realtà integrata con il Parco.

La biodiversità nasce dalla geodiversità per scoprire il motivo di questa straordinaria ricchezza, visitate il Parco Nazionale delle Colline Metallifere.
A Follonica adiacente all’area ZTL passeggio c’è il MAGMA realizzato all’interno dell’ ex Forno di San Ferdinando.MAGMA Opera in ghisa
La ghisa ci richiama alla mente un qualcosa di pesante e scuro, quasi amorfo.
Invece furono realizzate opere artistiche e prodotti posti in luogo di assoluto pregio, come la balaustra del rinomato Piazzale Michelangelo a Firenze.
Inoltre la fonderia era parte integrante del progetto Pineta Granducale.
La larga pineta, che si vede lungo la costa fu impiantata da GranDuca Leopoldo II (1797-1870), infatti non a caso si chiama Pineta Granducale, fu una mossa vincente.
Le vaste radici dei pini asciugano il terreno, la resina veniva raccolta e impiegata nella lavorazione della ghisa e si commercializzavano i gustosi pinoli.
Nell’ex fonderia si alternano possenti manufatti in ghisa e istallazioni multimediali per condurre il visitatore attraverso la storia recente e antica della metallurgia. Un percorso tra informazioni e intrattenimento, rivolto a chiunque abbia voglia di sapere.

Piacevole il video sulle origini della metallurgia in Maremma, ovviamente stiamo parlando degli Etruschi.
Piccoli vezzi di curiosità, come la sala dedicata alle deliziose cementine, un colorato omaggio, imperdibile.

All’interno della stessa area ex-Ilva presso la Fonderia 1 fino al 30 giugno 2024 sarà possibile visitare la mostra “La fabbrica del Bello. La manifattura di Follonica e la cultura artistica nella Toscana granducale”. Una panoramica sul progetto del Granduca Leopoldo II che nella fabbrica di ghisa voleva unire produzione artistica e industriale.La Fabbrica del Bello. Ritratto di GranDuca Leopoldo
Canapone si impegnò a fondo per la Maremma, il monumento nella Piazza Dante di Grosseto se lo merita.

Il tempo piovoso mi concede giusto il tempo di una passeggiata a Gavorrano.
Un borgo castello di vicoli e chiassi minuscoli con un panorama nel quale tuffarsi.

Eccomi finalmente al GeoMet (Museo della Geodiversità e delle Miniere) la storia della Grande Madre Terra mi affascina, qui mi toglierò molti dubbi e mille altri nuovi sorgeranno.
Quando mi chiedono se vorrei tornare bambina, rispondo “No”. Poi vedo i tanti laboratori didattici, come quelli organizzati dal GeoMet e quasi quasi mi piacerebbe tornare bambina.
L’estrazione di pirite a Gavorrano è andata avanti per circa un secolo, fino al 1981.
Quando ormai ottenere l’acido solforico dalla pirite era diventato un procedimento non più concorrenziale.
Gavorrano per un secolo era stato un centro industriale, d’innovazione, connotato da un forte impatto socio-antropologico, poi l’inevitabile cambio di marcia.
Allora si è ripartiti dal riprogettare trasversale, che sapesse offrire una chiave di lettura dall’ambiente naturale visibile, invisibile e la sua storia remota e recente.
Il GeoMet e la Miniera museo accorda il tutto e ben oltre.
Ci vorrebbe un’era geologica per approfittare di tutto il materiale che si trova nel museo.
L’intento è di guidare i visitatori tramite vari supporti digitali e non, pannelli, reperti, minerali a scoprire la biodiversità delle Colline Metallifere e come gli uomini abbiano sfruttato le risorse minerarie nel corso dei secoli.
Quando sono affascinanti i minerali.

Elmetto in testa e accendiamo al Museo in galleria.
In una vera ex miniera, sono stati i minatori stessi a collaborare alla realizzazione del percorso, chi meglio di loro avrebbero potuto dare senso e agli oggetti e ai gesti che si persi nella memoria.
Le condizioni di lavoro in condizioni fisiche pesanti, imponevano un’attenzione continua e un profondo legame con gli altri minatori.
Tutti siamo digitali, ma quanti hanno capito la logica dello 0-1? Allora fatevi spiegare dalla vostra guida il meccanismo per la discesa degli operai alle gallerie.

GeoMet Museo in Galleria
Ecco è che il PC lo fa più veloce.
Una miniera non viene mai chiusa del tutto, rimane la manutenzione da svolgere.
Come una grande ferita che non si risarcisce, continua a gemere. Per quanto le gallerie siano state riempite con materiali di scarto, non si deve abbandonare la sorveglianza e la cura del territorio.
Finisco la visita in un turbinio di emozioni, pensieri, ma e perché.
Soprattutto mi viene voglia di urlare “Rispetto per tutti gli esseri viventi e per la Madre Terra”.
Rispetto per l’ingegno umano.
Rispetto per l’umiltà del dubbio.
Ho attraversato queste colline centinaia di volte in direzione mare, osservandole dal finestrino tra curve e alberi.
La pioggia mi ha imposto un cambio di destinazione. Così ho affondato le mani e lo sguardo in un passato vecchio come la Creazione, attraversare secoli e bellezza e che mi spingono verso un futuro di maggior consapevolezza.
Le radici affondano sotto terra .

Dove dormire
Agriturismo Montebelli
Struttura posta nel fondo di una valle, un piccolo mondo dove l’accessibilità è posta al centro della fruizione.
Ampi gli spazi all’aperto con possibilità di­ passeggiate e picnic.
Se volete approfittare del tempo lento potrete anche godere della spa.
Link e informazioni
Magma

GeoMet
Alta Maremma turismo per tutti parte 1

Video del Catalogo delle Cementine

Maria Luisa Bruschetini
Maria Luisa Bruschetini
Mi chiamo Maria Luisa Bruschetini Sono una travel blogger scrivo di turismo e viaggio. La passione per le parole ha radici lontane e variegate. Da adolescente mi sono occupata di cronaca calcistica locale. Poi recensioni musicali, ancora testi per blog dalle erbe aromatiche, alla ferramenta, passando per il caffè, ricette di cucina regionale e anche un manuale di bioedilizia. Dalla mia formazione classica ho preso la mappa dell’Umanità, dai miei studi economici la consapevolezza che in fondo il Mondo gira sulle consuete direttrici, dalla mia terra natia, la Toscana, la forza del simbolo e l’armonia rinascimentale, dal web la fluidità.

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