Occhi di gesso
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L’ora esatta
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Seduto, il corpo stanco e il volto percorso da sferzate di rabbia, guardava la televisione
“Guarda te. Io ho fatto cose brutte e ora che muoio, non ci posso andare dalla mi’ moglie, perché stare con lei l’è il mio paradiso. Io mi danno tutti i giorni che mi rimangono da vivere, a questo pensiero, non ci potrò stare con lei. Ho fatto cose brutte, per i che? Per vedere questa razza di politici, ladri e imbroglioni che pensano solo a fare i soldi e parassi le spalle? Ho fatto quello che ho fatto, c’era la guerra, io ci credevo che bisognasse liberare la nostra casa. Perché l’Italia e l’è casa nostra. Poi vedo i miei nipoti, sento questi ragazzi giovani che vanno di qua e di là, salgono su un aereo e via. Allora lo rifarei, quello che ho fatto.
Poi, i tedeschi, erano giovani come noi, erano più arrabbiati perché avevano più paura. Buttati qua e non sapevano dove si trovano, non capivano neppure i’ che si diceva, anche loro difendevano casa sua, però erano lontani da casa. Alla fine, tocca a noi piccini a rimetterci. Io ce l’ho con quelli grossi che fecero poco per evitare la guerra.

Alla guerra non bisogna arrivarci, mai.”

La forza, il dolore si perdevano negli occhi colmi di tristezza, per una giovinezza seppellita nei boschi dell’Appennino toscano e per il suo paradiso perduto.
La Libertà è una scelta. La Libertà è una condizione, è un dolore che non ha Pace, è un sogno, un’illusione magari infranto. È quel ” lo rifarei” anche se, nonostante tutto, e non per me.

Omero Poggesi classe 1929, entrò nella lotta partigiana, con il nome di Vendetta, all’età di quindici anni nella Brigata Garibaldi, guidata da “Potente”. Da qualche anno ci ha lasciati. Il suo racconto della guerra è raccolto nel suo diario di vita che oggi si trova al Piccolo Museo del Diario (Pieve Santo Stefano, Ar), ne è stato tratto un libro “Vendetta. Storie di un partigiano”.

Maria Luisa Bruschetini
Maria Luisa Bruschetini
Mi chiamo Maria Luisa Bruschetini Sono una travel blogger scrivo di turismo e viaggio. La passione per le parole ha radici lontane e variegate. Da adolescente mi sono occupata di cronaca calcistica locale. Poi recensioni musicali, ancora testi per blog dalle erbe aromatiche, alla ferramenta, passando per il caffè, ricette di cucina regionale e anche un manuale di bioedilizia. Dalla mia formazione classica ho preso la mappa dell’Umanità, dai miei studi economici la consapevolezza che in fondo il Mondo gira sulle consuete direttrici, dalla mia terra natia, la Toscana, la forza del simbolo e l’armonia rinascimentale, dal web la fluidità.

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