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A Villarosa, a pochi chilometri da Enna, centro geografico della Sicilia, mi aspetta un viaggio straordinario a bordo di un mezzo speciale: il Treno Museo. Qui su questo binario la Memoria mi avvia lungo un percorso con destinazione il futuro.

Il Treno Museo fermo della stazione di Villarosa mi conduce in un’esplorazione dentro ai momenti bui dell’umanità con una delicatezza che mi lascia l’imperscrutabile sapore della speranza.

Primo David, allora dipendente delle ferrovie italiane e attualmente presidente dell’associazione Amici del Treno di Villarosa, fu invitato a reperire dei vagoni da usare come deposito per la stazione di Villarosa. Durante l’ispezione del materiale individuato fu rinvenuta la targhetta “Breda Ferroviaria 1943 XXI” che indentificava i vagoni utilizzati per la deportazione. L’idea inziale fu quella di trasferirli a Roma. Primo David si oppose, intuendo la possibilità di trasformarli in “qualcosa” che avrebbe potuto valorizzare il territorio ed evitare la chiusura della stazione ferroviaria di Villarosa.

Nasce il Treno Museo

Il progetto fu quello di realizzare un museo del treno, o meglio un museo sul treno, in realtà entrambi.

Infatti dal 1995, otto carrozze sono enormi teche. Una raccoglie testimonianze della storia ferroviaria italiana, con strumenti di lavoro, come un curioso telefono a manovella, un telegrafo, oggettistica FS e del viaggio. Altre raccontano scene narrative del territorio. Dalla stazione di Villarosa partivano i carichi di zolfo, un vagone ci porta in questo mondo. Oltre all’attività mineraria si viveva di agricoltura che trova spazio in una carrozza. Da qui partirono tanti emigranti. Percorrendo il Treno Museo è spontaneo immaginare le scene di addio, dove speranza e timore si mescolavano alle lacrime e alle promesse. Primo David stesso visse in giovane età la scelta obbligata dell’emigrazione.

Villarosa è una stazione unica, oltre al Treno Museo offre un’area attrezzata per accogliere visitatori e scampagnate. Il Treno Museo è un qui e ora, che sia fermo o in movimento poco importa, è un sistema planetario che ci guida nell’universo umano.

Tutto, dettagli, singole vicende si intrecciano nelle cose, corpi che mi osservano mentre cerco una traccia e ascolto le eco di vite. Mi perdo tra le lacrime e la meraviglia di vicende che chiedono attenzione.

Per chi, come me, ha un passato da pendolare ferroviario certi dettagli saltano agli occhi.

La stazione manifesta una cura affettuosa inusuale, un senso di pausa e riflessione e non un distratto transito.

 

Villapriolo: paese del museo diffuso

La stessa dedizione si respira nelle stanze del Museo Diffuso di Villapriolo

A circa dieci chilometri dal Treno Museo, Villapriolo (En) è un piccolo paese, ancor oggi centro agricolo. Il Museo diffuso ci espande le vicende di questo pugno di case dalle strade dritte. Dove un tempo i “jurnatari”, i braccianti agricoli ingaggiati a giornata, si trovavano sul far dell’alba nella piazzetta in attesa di essere arruolati. L’altra fonte di reddito furono le zolfatare, che apportarono grande ricchezza ai proprietari e condizioni terrificanti per i minatori. Tra precarietà e miseria, tanti sono partiti verso Paesi lontani. Tutta questa piccola storia è raccolta nelle case museo di Villapriolo. Non si può rimanere indifferenti, respirare questi ricordi, briciole di Vita. Le persone ci hanno lasciato gesti, con reverente sensibilità sono stati stesi al nostro sguardo. Una linea musicale accorta mi stampa sulla pelle ogni emozione di questi viaggi, incursioni nella memoria.

 

Per le visite al Treno di Villarosa e Museo e Museo Diffuso di Villapriolo:

Associazione Amici del Treno

 

 

 

 

Maria Luisa Bruschetini
Maria Luisa Bruschetini
Mi chiamo Maria Luisa Bruschetini Sono una travel blogger scrivo di turismo e viaggio. La passione per le parole ha radici lontane e variegate. Da adolescente mi sono occupata di cronaca calcistica locale. Poi recensioni musicali, ancora testi per blog dalle erbe aromatiche, alla ferramenta, passando per il caffè, ricette di cucina regionale e anche un manuale di bioedilizia. Dalla mia formazione classica ho preso la mappa dell’Umanità, dai miei studi economici la consapevolezza che in fondo il Mondo gira sulle consuete direttrici, dalla mia terra natia, la Toscana, la forza del simbolo e l’armonia rinascimentale, dal web la fluidità.

3 Comments

  1. Bonini Franca ha detto:

    Un argomento molto interessante, a me sconosciuto, che grazie alla descrizione di Maria Luisa viene viene molto apprezzato. La descrizione dei particolari, l’ economia del periodo, il paesaggio mi ha molto incuriosito visto anche al periodo storico a cui si fa riferimento. Brava , come sempre, rende la lettura un piacere e attira la curiosità di conoscere e approfondire.

  2. Famiglia Ventura ha detto:

    Visitare il treno museo di Villarosa è una di quelle esperienze che ti porti nel cuore per tutta la vita..
    Non conoscevamo bene la sua storia, ma di sicuro,le piccole cose quotidiane, i paesaggi naturalistici, le tradizioni, le nostre radici, il treno memorabile e il paesino di Villapriolo, sono quell'angolo di Sicilia che non ti aspetti e che ti valorizza culturalmente.Tutto questo grazie ad un uomo comune Primo David che ha fatto rivivere ciò che doveva essere soppresso, portando milioni di visitatori in un piccolo paesino di provincia e ottenendo tra l'altro il patrimonio dell','UNESCO come unico treno museo d'Europa.

    Complimenti a questa umile persona che forse sarebbe il caso di definire un SUPEREROE.

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